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Riguardo a Leone, vescovo di Catania in
Sicilia, si hanno notizie solo da fonti agiografiche: alcuni accenni in
menologi e sinassari, oltre a due complete biografie anonime[1], una breve e una più ampia, e uno scritto
metrico, anonimo e conservato fino ai giorni nostri presso un manoscritto del
1307.
Nonostante le fonti, la figura di questo
santo rimane coperta da alone di mistero: le due vite offrono diverse
collocazioni temporali, quella più ampia propone un periodo compreso tra
Constantino IV e Giustiniano II (681-685), la breve ricorda un periodo tra il
regno di Leone e Costantino (probabilmente Leone IV e Costantino VI, 775-780
d.C.). In realtà non esistono prove effettive che dicano di Leone come figura
storica, piuttosto che mitica. Le fonti non restituiscono dati biografici,
eccetto il luogo di nascita del santo, Ravenna. L'attenzione maggiore è rivolta
soprattutto al rapporto tra Leone e l' "antieroe" Eliodoro, stregone,
la cui magia causò tanti problemi al vescovo, agli abitanti di Catania e agli
ufficiali di Costantinopoli, venuti per arrestarlo[2].
Incerti sono i confini cronologici della
vita del santo, similmente labili risultano gli appigli legati alla precisa
datazione di entrambe le agiografie. M. F. Auzépy ha proposto una datazione
compresa tra il 730 e l'843 relativamente alla vita più breve, datata a sua
volta dal suo editore, Longo, entro il primo trentennio del nono secolo. Il più
antico manoscritto che conserva il testo della vita breve risale al X o XI
secolo d.C. Anche l'agiografia più lunga risulta osticamente databile tra
l'VIII e il IX sec. d.C. Certamente uno dei manoscritti, contenente una delle
due vite, deve essere esistito già a partire dal X secolo, epoca in cui un
riferimento a Leone risulta inserito nel Sinassario di Costantinopoli.
Edizioni:
(Vita lunga) V. Latysev, Neizdannye greceskie agiograficeskie teksty [anche in
Hagiographica graeca inedita, Mémoires de l’Académie Impériale des sciences de
St. Petersbourg VIIIe série, XII.2] (St. Petersburg, 1914), 12-18, 150f; rev.
K. K[rumbacher], BZ 23 (1920) 424.
(Vita breve) A. Acconcia Longo, “La vita di S. Leone vescovo di Catania e gli
incantesimi del mago Eliodoro”, Rivista di studi bizantini e neoellenici, 26
(1989) 3-98.
Acta Sanctorum, Febr. 3:227-29
Latysev, Menol. 1:111-18
D. Raffin, “La vita
metrica anonima su Leone di Catania,” BollBadGr 16 (1962) 37-48
Caetanus (traduzione
latina della vita breve), Vitae sanctorum Siculorum 2 (Palermo 1667) 9-22
Studi:
Bibliotheca hagiographica graeca 3 (3 vols. in 1, ed. F. Halkin) (Brussels: Société des Bollandistes
[1957]) = Subsidia Hagiographica 8a, 981-981e.
A. Amore, Bibliotheca sanctorum, vol. 7 (1966)
1223-26.
D. Stiernon, Catholicisme 7 (1975) 307-9.
A. Kazhdan, The Oxford Dictionary of
Byzantium, vol.
2 (1991) 1214.
G. D. Lancia di Brolo, Storia della Chiesa di Sicilia 2
(Palermo 1884) 128-35
Ch. Loparev, “Viz. zitija ...,” Vizantijskij
vremennik 19 (1912/15) 122-26
G. da Costa-Louillet, “Saints de Sicile ...,” Byzantion 29-30
(1959/60) 89-95
E. Tomadakes in G. Schirò, ed., Analecta hymnica graeca 6 (Rome
1974) 467f
A. Kazhdan, “Hagiographical Notes,” Erytheia 9.2
(1988) 205-8
T.S. Miller, “Byzantine
Hospitals,” DOP 38 (1984)
59 and n. 54
G.Dagron, “Poissons, pêcheurs et
poissonniers de Constantinople,” in Constantinople
and its
Hinterland, ed. C. Mango, G. Dagron
(Aldershot, Hampshire, 1995), 61-64 Malamut, Route des saints 260-62.
[1] Edite rispettivamente da A. Acconcia Longo e A. Vasiliev.
[2] Ufficiali che impazzirono dietro al mago e alla sua rocambolesca e magica
fuga dalla prigionia. La figura di Eliodoro è fortemente enigmatica e ha
lasciato traccia nella memoria popolare catanese. Anche il nome del famoso
elefante "u liotru", simbolo della città, deriverebbe dal nome del
famoso mago. Leone catturò e uccise Eliodoro. Nel fuoco lo stregone bruciò,
mentre il vescovo, per intervento divino, rimase del tutto illeso.
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