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I santi bizantini di Sicilia - Metodio I
Scritto da Giuseppe Tropea   
Thursday 09 April 2009
 

La Sicilia, sebbene provincia, svolse un ruolo fondamentale all'interno dell'Impero Bizantino. La perdita totale dell'isola, nel X sec. d.C. caduta sotto la pressante invasione musulmana, fu uno shock non indifferente non solo per l'economia di Costantinopoli, ma anche per la cultura, soprattutto religiosa, che dall'isola viaggiava verso la capitale.

Metodio fu patriarca di Costantinopoli dall'843 all'847 d.C. Nato alla fine dell'VIII[1] sec. d.C. da ricca famiglia siracusana, da giovane si trasferì presso Costantinopoli durante la crisi iconoclasta, rimanendo vicino a posizioni iconofile. Per tali ragioni presumibilmente lasciò la capitale in favore della Bitinia, presso la quale assunse l'abito monastico nel monastero di Cenolacco. Metodio giunse a Roma dopo l'815, forse come seguace del deposto patriarca Niceforo; tornato nell'821, venne esiliato presso l'isola di S. Andrea e pesantemente punito. Solo sotto il governo dell'imperatore Teofilo (829-842 d.C.) venne riabilitato e dopo il trionfo dell'ortodossia, nell'843 d.C., fu nominato patriarca. Egli dovette far fronte a due ordini di problemi: estinguere quanto rimasto dell'iconoclastia e calmare le radicali posizioni iconodule studite, che premevano verso una severa punizione nei confronti degli eretici iconoclasti.

Metodio fu un uomo di spiccata cultura, calligrafo d'eccezione e prolifico scrittore. Tra i suoi lavori si annoverano una vita di  Teofane il Confessore e una di Euthimio di Sardi, quest'ultima ricca di dati autobiografici[2]. Invece rimane incerta l'attribuzione al patriarca della vita di S. Nicola di Myra.

Su Metodio rimane una sola vita anonima, povera di informazioni relative al conflitto che il patriarca sostenne contro gli studiti. Sebbene lo scritto vanti di essere il primo resoconto sulla vita del santo, in realtà non vi è alcuna certezza che l'agiografo abbia avuto personali rapporti con Metodio e si ritiene che la vita sia stata scritta solo alcuni anni dopo l'847, data della morte del patriarca. Il manoscritto più antico[3], nel quale si conserva l'agiografia, risale al X secolo a.C.

 

 

Edizioni:

 

PG 100:1243-62

 

 

Studi:

 

AHG X (Iun.) 339-344

BHG 1278

V. Grumel, LThK 7 (1962) 368f.

G. Makris, LexMA 6 (1992) 580f.

Beck, Kirche 496-498

V. Laurent, DTC 10.2 (1929) 1597-1606

D. Stiernon, BiblSanct 9 (1967) 382-93 and DictSpir 10 (1979) 1107-9

A. Kazhdan, ODB 2 (1991) 1355

J. Pargoire, “Saint Méthode de Constantinople avant 821,” EO 6 (1903) 126-31

idem, “Saint Méthode et la persécution,” EO 6 (1903) 183-91

E. von Dobschütz, “Methodius und die Studiten,” BZ 18 (1909) 41-105

Ch. Loparev, “Vizantijskie zitija svjatych...,” VizVrem 18 (1911) 6f.

V. Grumel, “La politique religieuse du patriarche saint Méthode. Iconoclastes et Stoudites”, EO 34 (1935) 385-401

da Costa-Louillet, “Saints de CP,” Byzantion 24 (1954) 453-61

A. Frolow, “Le Christ de la Chalcé,” Byzantion 33 (1963) 107-20

I. Doens, Ch. Hannick, “Das Periorismos Dekret des Patriarchen Methodios I gegen die Studiten Naukratios und Athanasios,” JÖB 22 (1973) 93-102

P. Canart, “Le patriarche Méthode de Constantinople copiste à Rome”, Paleographica Diplomatica et Archivistica (Rome, 1979) 343-53

H. Löwe, “Methodius in Reichenauer Verbrüderungsbuch,” DA 38 (1982) 341-62

S. Marino, “Considerazioni sulla personalità di Metodio I, patriarca da Costantinopoli”, Culto delle immagini e crisi iconoclasta (Palermo, 1986) 117-26

J. Darrouzès, “Le patriarche Méthode contre les iconoclastes et les Stoudites,” REB 45 (1987) 15-57

J. Gouillard, “La Vie d’Euthyme de Sardes (†831). Une oeuvre du patriarche Méthode,” TM 10 (1987) 11-16



[1] Dopo il 787 secondo Gouillard

[2] J. Gouillard, TM 10 [1987] 11-16

[3] Vaticano greco 1667

Ultimo aggiornamento ( Friday 28 August 2009 )
 
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